Riportiamo un articolo di Carlo Infante che sintetizza l’incontro “Città intelligenti e ricostruzione partecipata” che si è svolto a L’Aquila lo scorso 6 giugno 2012. La nostra Gabriella ha dato il suo contributo raccontando l’esperienza di L’Aquila Transition Town.

Come tradurre la crisi radicale di un terremoto nella crescita di una città intelligente di Carlo Infante
“Abbiamo ancora negli occhi le immagini devastanti del terremoto in Emilia, ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare la tragedia tellurica che ha ferito L’Aquila, dove la ricostruzione è ancora irrisolta, dopo tre anni di azioni-spot e soluzioni parziali che hanno messo in ginocchio un’intera comunità. Una catastrofe naturale determina crisi radicali per un sistema sociale che deve necessariamente rispondere, con i sostegni opportuni, rilanciando una tensione vitale che oltre alla ricostruzione immobiliare deve sapere investire in nuova progettualità urbana.
E’ su questi presupposti che a L’Aquila s’è svolto un incontro organizzato da Assemblea Cittadina in collaborazione con l’Associazione Stati Generali dell’Innovazione, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, delle imprese, del mondo universitario.Tentare di progettare la ricostruzione nella città de L’Aquila , oggi, significa considerare oltre i danni da terremoto, la distruzione totale del centro storico, anche i problemi derivanti da una gestione inaccorta del dopo terremoto che ha decuplicato lo spazio abitativo creando problemi logistici nuovi per cui vanno cercate le soluzioni. Da qui la necessità di affrontare un’emergenza che purtroppo s’è cristallizzata in anni di interventi inconcludenti.
A L’Aquila s’è discusso di come la ricostruzione materiale si può coniugare con quella sociale, con modalità che possano interpretare le potenzialità delle nuove tecnologie della comunicazione nel promuovere forme evolute di partecipazione diretta.
Sono state presentate le esperienze del progetto L’Aquila Città di Transizione teso a ritrovare un futuro di qualità a partire dal contributo di tutta la collettività e dalla costruzione di un efficace sistema organizzativo che consenta un reale coinvolgimento dei cittadini in tutte le fasi di Progettazione Partecipata. Il raggiungimento di questo obiettivo deve passare non solo attraverso un percorso formale da parte delle istituzioni, ma anche attraverso un’opera di sensibilizzazione dei cittadini e di una formazione e di un accrescimento di competenze tali da consentire lo sviluppo di una concreta ed utile partecipazione ai processi pubblici decisionali.
E’ con gli stessi presupposti che si muove il progetto promosso dall’OCSE (Organisation for Economic Cooperation and Development) insieme all’Università di Groningen e dal Comitato Abruzzo (Confindustria, CGIL, CISL e UIL) , Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila. Emerge così, dall’insieme delle diverse altre esperienze presentate, l’opportunità di attivare un”laboratorio vivente” che illustri come una collettività possa dar prova di coesione al fine di impegnarsi nella ri-progettazione e nel rilancio del proprio futuro.
L’obiettivo è quello di dare un senso emblematico a quel concetto di “smart city” su cui si stanno concentrando molte attenzioni, sulla base di un indirizzo della Unione Europea che ha messo in campo diversi miliardi per lo sviluppo di città intelligenti in cui armonizzare sostenibilità energetica, mobilità e partecipazione attiva dei cittadini”.

07 giugno 2012

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: