Incontro con gli economisti della decrescita

All’università di Teramo, dove svolgo attualmente la mia attività di ricerca, ieri una bellissima sorpresa: è stato organizzato un incontro dal titolo “Dentro la crisi dell’economia globale: crescita, decrescita, felicità. Prospettive per lo sviluppo locale”.

Gli ospiti che hanno partecipato, dei più autorevoli :

Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris-Sud, specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud ed è uno dei principali teorici della decrescita. Sappiamo bene che il termine “decrescita” suona come una scommessa o una provocazione, ma è anche vero che se è ormai riconosciuto dalla maggioranza che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall’essere accettate. Si sa anche che se non vi sarà un’inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Latouche afferma che siamo ancora in tempo per immaginare un sistema basato su un’altra logica, quella di una “società di decrescita”: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un miglior modo di vivere.
Questo processo comporta, secondo l’economista, otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte scelte che insieme possono portare ad una decrescita serena, conviviale e pacifica. Tra le sue numerose pubblicazioni segnalo: Breve trattato sulla decrescita serena (Bollati Boringhieri) La Scommessa della Decrescita (Feltrinelli).

L’altro ospite, invece, un italiano: Leonardo Becchetti, professore di economia politica all’università di Tor Vergata a Roma, esperto di finanza, commercio equo e solidale, sviluppo economico, ma soprattutto di “economia della felicità”. È stato molto interessante ascoltare la possibilità di mettere in pratica un’altra economia per uscire dall’attuale crisi, non solo economica e finanziaria, ma sociale. Il presupposto indispensabile è vedere l’homo oeconomicus in modo diverso, non come un consumatore, ma come un nesso di relazioni. Deve cambiare la scala dei valori di riferimento, al primo posto non va più messo la massimizzazione del valore degli azionisti, ma il bene comune e la felicità economicamente sostenibile. Tutto questo è possibile, ci sono gli strumenti, il microcredito, le banca etica, il commercio equo e solidale, etc., servono le persone …cliccate su questo link http://www.economia.uniroma2.it/dei/professori/becchetti/ e guardate l’intervista al prof. Becchetti dalla Dandini andata in onda su rai 3 così vi farete una idea più precisa sulle sue idee. 

Comunque, la questione fondamentale è educare, formare, parlare, rendere consapevoli le persone: bisogna raggiungere quel punto di massa critica che permetterà il cambiamento.

 

Francesca P.

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1 commento »

  1. Cristiano said

    Evvai, è partito anche il blog… siete mitiche 🙂

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